
giovedì 30 dicembre 2010
lunedì 20 dicembre 2010
giovedì 9 dicembre 2010
giovedì 2 dicembre 2010
martedì 30 novembre 2010
giovedì 25 novembre 2010
No alla sede di Forza Nuova!
Forza Nuova in Buenos Aires, grazie al Comune
di Luciano Muhlbauer
L’assegnazione al gruppo militante neonazista, Forza Nuova, di un locale di proprietà pubblica e per giunta in una prestigiosa zona centrale di Milano, effettuata dal Comune con completa cognizione di causa, è un atto vergognoso, offensivo ed inaccettabile.
Chiediamo quindi al Sindaco Moratti di revocare immediatamente questa incredibile concessione, prima che si possa realizzare l’apertura formale del centro di reclutamento e iniziativa del gruppo neonazista, annunciata per il pomeriggio del 18 dicembre.
In caso contrario, cioè in assenza dei doverosi atti istituzionali volti alla tutela della legalità costituzionale e alla rottura delle complicità tra esponenti dell’amministrazione cittadina e i gruppi dell’estremismo neofascista, riterremo pienamente legittime le iniziative che i cittadini milanesi vorranno promuovere autonomamente.
C’è, infatti, una diretta responsabilità degli amministratori cittadini in questa squallida vicenda, considerato che i neonazisti di Forza Nuova non si siano nemmeno dovuti travestire, come in altre occasioni, per ottenere dal Comune di Milano, in regolare concessione e per 12 anni, un locale di 290 mq in piena zona shopping, cioè in Corso Buenos Aires, 19/20.
Anzi, chi fosse il beneficiario reale dell’assegnazione del locale era noto sin dal primo momento: tutti gli atti formali e amministrativi identificano chiaramente il soggetto richiedente come “DUILIO CANU/FORZA NUOVA”, come si può evincere sia dal verbale dell’asta pubblica, tenutasi il 5 luglio 2010 presso gli uffici del Settore Demanio e Patrimonio del Comune, siti in via Larga 12, che dall’atto definitivo di concessione del locale del 23 novembre scorso.
Con questa vergogna il centrodestra milanese si mostra peraltro recidivo, poiché sono passati soltanto poche settimane dalla concessione di un’altro spazio di proprietà pubblica a una formazione esplicitamente nazifascista. Ci riferiamo al locale concesso dall’Aler nelle case popolari di viale Brianza 20 ai neonazisti di Hammerskin (“Associazione Lealtà Azione”) , con postuma benedizione politica del centrodestra in Consiglio regionale.
Insomma, è evidente a chiunque che a Milano, dopo l’implosione del progetto Cuore Nero, è in atto un nuovo e più insidioso tentativo di radicamento territoriale dei gruppi militanti della galassia neofascista, xenofoba e antisemita. E che quanti amministrano Milano siano complici di questo tentativo, mettendo a disposizione persino proprietà pubbliche, è semplicemente allucinante.
fonte: www.milanox.eu
domenica 21 novembre 2010
martedì 16 novembre 2010
Solidarietà agli immigrati!

mercoledì 27 ottobre 2010
SOSTENIAMO EMERGENCY!

dal 26 al 30 ottobre 2010
EPPURE IL VENTO SOFFIA ANCORA
Insieme sul palco per EMERGENCY
Serate di happening i cui incassi saranno devoluti ad Emergency.
Calendario dettagliato delle serate:
- 26 ottobre: Renato Sarti, Rita Pelusio, Marco Rovelli, Henry Zaffa, Cinzia Marseglia,Flavio Pirini
- 27 ottobre: Fabio Treves, Luca Bonaffini, Max Pisu, Germano Lanzoni, Raul Cremona,Davide Colavini
- 28 ottobre: Ricky Gianco, Carlo Fava, Giangilberto Monti, Claudio Sessa e la Band Sulutumana, Diego Parassole
- 29 ottobre: Debora Villa, Marco Ferradini, Fabrizio Canciani, Giorgio Melazzi, Sergio Sironi, Stefano Covri, Tiberio Ferracane
- 30 ottobre: Cochi Ponzoni, Roberta di Lorenzo, Antonio Cornacchione, Andrea Mirò,Marco Carena, Roberto Brivio
“Eppure il vento soffia ancora” cantava Pierangelo Bertoli nel ritornello di una delle sue canzoni più belle, lasciando aperto uno spiraglio di speranza in un mondo che le strofe del brano raccontavano con toni crudi e apocalittici ma estremamente aderenti alla realtà.
La vita è una lotta e non ci può essere resistenza senza speranza.
Nonostante tutto c'è sempre una via di uscita, o comunque ci piace pensare che possa essere così.
Nella rievocazione di questo stato d'animo crediamo di poter ravvisare il senso più alto dell'attività di Emergency, che, pur operando tra le macerie del mondo, continua a tenere viva la fiamma della speranza per tanta gente.
A loro e alla loro straordinaria attività è dedicata questa settimana di happening artistico che ha lo scopo di raccogliere fondi e sensibilizzare l'opinione pubblica in tal senso.
Una festa di musica e teatro, di satira e poesia come testimonianza di solidarietà.
Info e prenotazioni: 02 64749997
e-mail: info@teatrodellacooperativa.it
mercoledì 8 settembre 2010
giovedì 15 luglio 2010
venerdì 18 giugno 2010
mercoledì 9 giugno 2010
mercoledì 26 maggio 2010
ACQUA PUBBLICA!
ZONA 1: CENTRO STORICO - CORSO MAGENTA - PORTA SEMPIONE
27 maggio Sala Corridoni, ore 21, Spettacolo H2 Oro
30 maggio Giardini di via Palestro, ore 11:00-16:00, Comitato Acqua Pubblica zona3
ZONA 3: CITTA STUDI - LAMBRATE - RUBATTINO
29 maggio Mercato rionale Benedetto Marcello*, ore 10:00-14:00, Comitato AcquaPubblica zona 3 Mercato rionale Valvassori Peroni, ore 10:00-14:00, Comitato AcquaPubblica zona 3 Esselunga di via Rubattino, ore 10:00-14:00, Comitato Acqua Pubblicazona 3 Esselunga di via Feltre, ore 10:00-14:00, Comitato Acqua Pubblica zona 3 Corso Buenos Aires (piazza Lima), ore 16:00-19:00, Comitato AcquaPubblica zona 3
30 maggio Parco Lambro, ore 11:00-16:00, Comitato Acqua Pubblica zona 3
ZONA 4: PORTA VITTORIA - FORLANINI
29 maggio Carrefour, via Brenta, ore10:00-13:00,Comitato Acqua Pubblica Zona 4 Viale Ungheria, ore 10:00-13:00, Comitato Acqua Pubblica Zona 4
12 giugnoPiazza S. Maria del Suffragio, *ore 10:00-13:00, Comitato Acqua PubblicaZona 4 Brico Center, viale Corsica, ore10:00-13:00, Comitato Acqua PubblicaZona 4
ZONA 7: SAN SIRO - BAGGIO - TRENNO
30 maggio P.za della Chiesa di Baggio, ore10:00-18:30, Comitato referendum Baggio
ZONA 9 - AFFORI - COMASINA- BOVISASCA- NIGUARDA - ISOLA - BICOCCA
29 maggio Via Hermada 14 - "Festa nel Cortile" *Consiglio QuartiereCooperativa Edificatrice Niguarda, ore 15-18,30 Gas Bicocca
30 maggio*? *via Arezzo* (nell´ambito del Festival Biodiversità al Parco Nord), ore10:00-19:00 via Ruvenzori (via Maestri del Lavoro )- via Adriatico, ore 10:00-18:00 all'ingresso del Parco Nord, (nell'ambito del Festival Biodiversità al ParcoNord Milano) piazza Minniti, ore 10:00-13:00, Circolo PD 1° maggio piazzale Lagosta, ore 10:00-13:00, Circolo PD Isola
lunedì 17 maggio 2010
giovedì 6 maggio 2010
venerdì 30 aprile 2010
Giustizia per Ilaria Alpi e Miran Hrovatin!
Noi vogliamo verità e giustizia. Noi chiediamo verità e giustizia.
Dopo sedici anni, lunghissimi e dolorosi, si sa quasi tutto di quel che accadde quella domenica di marzo e perché.
(...)
Perché alla verità giudiziaria non si è ancora arrivati? Chi non vuole questa verità e quindi giustizia e perché?
Noi chiediamo alla magistratura di procedere nell'accertamento delle responsabilità, di individuare esecutori e mandanti.
Noi chiediamo alla politica un impegno deciso affinché tutte le verità connesse al duplice omicidio vengano alla luce.
Noi chiediamo al Presidente della Repubblica italiana di farsi garante nei confronti dei familiari e di tutto il Paese che vogliono e hanno diritto a verità e giustizia sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.
LEGGI L'APPELLO
FIRMA ANCHE TU!
DIFFONDI QUESTO APPELLO.
www.ilariaalpi.it www.premioilariaalpi.it
lunedì 26 aprile 2010
In memoria di Giovanni Pesce, nome di battaglia "Visone"
Camera del Lavoro Metropolitana di Milano
Corso di Porta Vittoria, 43 – 20123
Sezione ANPI “Mario Greppi”
27 APRILE 2010 - ORE 18,00
SALA “DI VITTORIO”
In occasione del 65 ° della Liberazione
Serata dedicata a
GIOVANNI PESCE, “VISONE”
INTERVENGONO:
ONORIO ROSATI –Segretario Generale Camera del Lavoro Milano
CARLO SMURAGLIA – Presidente Anpi Provinciale Milano
CARLOS VALLEJO – Sindacato “Comisionas Obreras” Barcellona
IBIO PAOLUCCI – Giornalista “L’Unità”
MARCO ZACCARELLI – Regista
METELLO CAVALLO – Presidente Sezione ANPI “Mario Greppi”
Sarà presente ONORINA BRAMBILLA PESCE – Partigiana
PROIEZIONE VIDEO/INTERVISTA “UN GARIBALDINO IN SPAGNA”
di Marco Zaccarelli
PROIEZIONE VIDEO/FOTOGRAFICO “Ciao, compagno”
di Ketty Carraffa (Ufficio Stampa Giovanni Pesce-Vice Presidente Sez. ANPI “Mario Greppi”)
ACCOMPAGNAMENTO MUSICALE
di Mauro Sabbione
MOSTRA FOTOGRAFICA “Giovanni Pesce, dalla Resistenza in poi…”
mercoledì 21 aprile 2010
Partigiani in ogni quartiere
PARTIGIANI IN OGNI QUARTIERE
25 APRILE 2010 L'ANTIFASCISMO IN PIAZZA
Domenica 25 aprile dalle ore 18.00 in poi a Milano, in via dei Missaglia
ritorna la grande kermesse musicalpolitica PARTIGIANI IN OGNI QUARTIERE -
L'antifascismo in piazza organizzata dalla Rete Antifascista Partigiani in
Ogni Quartiere che riunisce realtà di movimento, centri sociali,
associazioni, singoli cittadini. Ua rete ampia e diffusa di soggetti uniti
dai valori irrinunciabili dell’antifascismo e dell’antirazzismo. La terza
edizione dell’evento, che si è svolto nel 2008 davanti al cimitero Maggiore
e lo scorso anno nel quartiere Gallaratese, con migliaia d partecipanti,
vede quest’anno esibirsi artisti come Punkreas, Piotta, Renato Sarti,Rita Pelusio, Flavio
Oreglio, Vallanzaska. A presentare l’evento Domenico Pugliares
e il Mago Barnaba. La musica si alternerà a interventi dal palco di ANPI di
Zona 5, Comitato Antirazzista, NAGA, Centro Comunitario G. Puecher, Comitato
per non dimenticare Abba, Rete G2, Rete Scuole Senza Permesso, Scuola
d'italiano Driss Moussafir.
Non si può essere sinceri antifascisti senza essere antirazzisti,
internazionalisti e solidali: crediamo che i diritti per cui i partigiani
hanno lottato debbano essere diritti per tutti, senza distinzione di pelle,
lingua, religione, sesso o cultura.
Essere antifascista, oggi più che mai, vuol dire essere solidali al fianco
di chi subisce i soprusi del potere e dell´ignoranza, aperti al rapporto con
la diversità, decisi nell´affermare gli ideali di libertà e uguaglianza che
sono la base del nostro pensiero e delle nostre azioni.
Domenico Pugliares
Mago Barnaba
Fiore meraviglioso
Sunigal
Arm on stage
Muzicanti
Erremoscia
Renato Sarti
Er Piotta
Flavio Oreglio
Vallanzaska
Rita Pelusio
Punkreras
Intervengono:
ANPI di Zona 5
Comitato Antirazzista
NAGA
Centro Comunitario G. Puecher
Comitato per non dimenticare Abba
Rete G2
Rete Scuole Senza Permesso
Scuola d'italiano Driss Moussafir
Come arrivare:
MM2 Abbiategrasso, tram linea 3 e 15
Per info:
poq@inventati.org
http://poq.noblogs.org
mercoledì 14 aprile 2010
IO STO CON EMERGENCY!

SABATO 17 APRILE ALLE ORE 14,30 A PARTIRE DA PIAZZA NAVONA - ROMA
lunedì 12 aprile 2010
Il commento di Renato Sarti
Ho visto il film L’uomo che verrà.
In un paesino vicino a Bologna durante la guerra la vita scorre fra mille difficoltà, bagliori di bombardamenti, fame, malattie e azioni partigiane. Un giorno arriva una pattuglia di nazisti. Fra questi c’è un nazista buono che prende un coltello e invece di sgozzare, sventrare qualche ostaggio (così venivano chiamati i civili, cioè donne, anziani e bambini) usa il coltello per tagliare una fetta di pane (bianco!) e la offre ad una bambina del posto. Nel buio della sala commossa incomincio a sorridere amaramente: penso a Pansa e so già come finirà.
E difatti in una sequenza seguente vediamo lo stesso nazista buono che viene freddato nella stessa buca che è stato costretto a scavare, con un colpo di pistola alla nuca (si sa che era pratica tipica dei partigiani rossi, comunisti e per di più vigliacchi - non dei patrioti eroi della Decima Mas – fucilare e freddare alle spalle!).
Proprio su quel paesino, e nei suoi pressi, si abbatterà poi la barbarie e la ferocia nazista che tutti conosciamo. Come per Via Rasella, sono sempre i partigiani la vera causa delle stragi.
Aggiungo: per chi non lo sapesse, la rappresaglia non è contemplata da nessun codice militare di guerra; che nei titoli di coda c’è scritto che le vittime furono 1737, (la più grande strage di civili nella seconda guerra mondiale in Europa) altrimenti chi l’avrebbe capito? E infine mi risulta che fosse pratica dei nazisti, appena occupata una zona particolarmente calda, imporre la politica del terrore, faceva parte cioè della loro strategia militare, e difatti nella zona di Marzabotto e Monte Sole la loro azione si sviluppava così per chilometri e non in qualche sperduto villaggio.
Non mi stupisce il film, che si inserisce perfettamente in una nella riscrittura della storia che oggi va per la maggiore. Mi stupisce soltanto che alcune realtà di sinistra si siano prodigate nel magnificarlo.
Renato Sarti
Teatro della Cooperativa
martedì 6 aprile 2010
lunedì 29 marzo 2010
giovedì 25 marzo 2010
lunedì 22 marzo 2010
lunedì 15 marzo 2010
martedì 9 marzo 2010
lunedì 8 marzo 2010
FA' LA COSA GIUSTA!

Tavola rotonda
14 marzo 2010 dalle 15:00 alle 17.00
Fa' la cosa giusta!
Fieramilanocity – Porta Scarampo 14 – MM1 Lotto
SOVRANITÀ ALIMENTARE: UN'ALLEANZA POSSIBILE TRA PRODUTTORI E CONSUMATORI
Il diritto all'autodeterminazione alimentare tra produzione e consumo: un modello alternativo di sviluppo?
Ne discutono:
Marco Foschini (Coldiretti nazionale), Francesco Benciolini, (Associazione Rurale Italiana), Ada Civitani (policy officer ACRA ong), Giuseppe Vergani (Rete GAS Brianza)
Modera la giornalista Sabrina Sganga di Controradio Firenze
Apre la tavola rotonda il comico Diego Parassole!
mercoledì 3 marzo 2010
mercoledì 24 febbraio 2010
Solidarietà a Padre D'Antoni!
Quasi due settimane sono passate da quel 9 febbraio in cui padre Carlo D'Antoni, parroco della Chiesa di Bosco Minniti (SR) insieme ad altre otto persone è stato posto agli arresti domiciliari, accusato dal Gip del Tribunale di Catania di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'illecita permanenza, falso ideologico in atto pubblico e false dichiarazioni a Pubblico Ufficiale. E' a nostro parere un pesante segnale che viene inviato a tutti coloro che – come padre Carlo fa in prima persona da anni – continuano concretamente a fornire assistenza ed accoglienza a quei migranti che hanno come unica colpa il non avere un documento, o il non averlo ancora perfettamente a posto. Quanti sanno che per fare domanda di asilo il richiedente deve eleggere domicilio? Ma come può una persona appena arrivata, che non conosce nessuno, che non parla la lingua, dimostrare di avere un alloggio a disposizione? Ecco allora che centri di accoglienza, centri sociali e parrocchie come quella di Boscominniti si attivano per offrire un tetto, un pasto caldo, e una dichiarazione di ospitalità, primo passo indispensabile per poter accedere alla procedura. Passato il primo periodo, la persona prova a rendersi autonoma, e magari si sposta per cercare lavoro: mantiene però un contatto con la parrocchia, con il centro che l'ha accolto e ospitato, punto di riferimento sul territorio, che consente di diminuire il fenomeno dell'irreperibilità dei richiedenti asilo.
Ecco quindi i pericolosi reati di cui è indagato padre Carlo, e che lo costringono ai domiciliari da due settimane, come un pericoloso criminale: aver dichiarato l'ospitalità per chi – in fuga da guerre e persecuzioni – ha trovato nella parrocchia di Boscominniti un rifugio, e aver rifocillato e accolto molti di loro, aiutandoli a districarsi nelle pratiche burocratiche.
Sappiamo che il soccorso e l'assistenza umanitaria senza scopo di lucro degli immigrati anche in situazioni di irregolarità non sono ancora reato in questo paese, neppure dopo il pacchetto sicurezza. Chiediamo quindi che padre Carlo sia liberato, che la sua situazione sia chiarita al più presto e che possa tornare a svolgere la sua preziosa opera di solidarietà presso la sua parrocchia!
Per adesioni: senzaconfine@
lunedì 22 febbraio 2010
mercoledì 17 febbraio 2010
Vi consigliamo uno spettacolo!
Teatro Ringhiera ATIR
stagione teatrale 2009 / 2010
La compagnia ATIR ti segnala il debutto nazionale dello spettacolo
Cleopatràs
di Giovanni Testori
regia Gigi Dall'Aglio
con Arianna Scommegna
Produzione ATIR
Dal 17 al 28 FEBBRAIO AL TEATRO RINGHIERA
Arianna Scommegna debutta in una nuova straordinaria interpretazione. Dopo i due monologhi che l’hanno fatta conoscere e ammirare dal pubblico “La Molli, divertimento alle spalle di Joyce” e “Qui città di M.", Arianna si confronta ora con uno dei più importanti scrittori lombardi del nostro tempo: Giovanni Testori.
Cleopatràs è il primo dei “Tre lai” dell'autore pubblicati postumi nel 1994. Si tratta di tre lamenti di morte che altrettante figure femminili – Cleopatra e poi Erodiade (Erodiàs) e la Madonna (Mater Strangosciàs) – rivolgono al loro amato. Cleopatràs tocca tutti i tasti del rimpianto per la perduta ricchezza della vitalità e sono proprio gli elementi più concreti della vita ad ossessionare la sua mente allucinata: i cibi, le bevande, i vestiti, le canzoni, le vacanze... l’attaccamento alla propria terra, a quel regno d’Egitto che nella riscrittura testoriana diventa uno spicchio di Lombardia tra i due rami del lago di Como.
OFFERTA PROMOZIONALE per le repliche, dal 18 al 21 febbraio e dal 24 al 28 febbraio due biglietti a 10 euro l'uno prenotando all'email comunicazione@atirteatro.it
VENERDI' 19 FEBBRAIO SERATA SPECIALE "CLEOPATRAS + SANDRA_ZOK": dalle ore 19.30 aperitivo, alle ore 20.45 spettacolo e a seguire DJ SET SANREMESE DI SANDRA_ZOK (Spettacolo + Dj set due biglietti a 10 euro l'uno prenotando all'email comunicazione@atirteatro.it)
CLEOPATRAS
dal 17 al 21 e dal 24 al 28 febbraio
ore 20.45, domenica ore 16.00
PRENOTAZIONI a comunicazione@atirteatro.it
INFORMAZIONI AI NUMERI 0258325578 - 0287390039 (lun/ven 10/18)
VI ASPETTIAMO!!!
La Compagnia ATIR
DOVE SIAMO / Il Teatro Ringhiera è in Via Boifava 17 a Milano (zona Chiesa Rossa)
è raggiungibile comodamente con la METRO LINEA 2 (fermata ABBIATEGRASSO),
con i tram 3 e 15 dal centro città e dal bus 79 dalla zona Bocconi.
CONTATTI / Per prenotazioni e informazioni contattateci dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18
ai numeri 02 58325578 e 0287390039 e all'email info@atirteatro.it o potete contattare direttamente la biglietteria del teatro al numero 0284892195 un'ora e mezza prima dell'inizio degli spettacoli.
lunedì 15 febbraio 2010
Il commento di Gianni Barbacetto
Sono cominciati i festeggiamenti per il 18esimo anniversario di Mani pulite, che cade il 17 febbraio, mercoledì prossimo. Per celebrarlo degnamente, Milano non ha badato a spese e non ha risparmiato gli effetti speciali. Ha ricreato il clima con l'arresto in flagranza, davanti alla libreria Hoepli, a un passo da Palazzo Marino, di Camillo Milko Pennisi, consigliere comunale di Forza Italia, presidente della Commissione urbanistica. Milko per far passare una licenza edilizia alla Bovisa aveva chiesto 5 mila euro al costruttore Mario Basso. Questo paga, ma filma la consegna dei soldi, cacciati dentro un pacchetto di Marlboro. Poi Pennisi pretende altri 5 mila euro. Questa volta Basso si scoccia e lo denuncia. Lo beccano con i soldi addosso. Festeggerà il compleanno di mani pulite in galera, come l'assessore regionale Pier Gianni Prosperini, quello del "ciapa camel, barcheta, e va a ca tua!" rivolto ai negri e simpaticamente ripetuto in tv, a spese della Regione, cioè nostre. Festeggerà a casa, invece, a Broni, Rosanna Gariboldi, lady Abelli, che è appena uscita di cella, restituendo più di un milione di euro che erano finiti non si sa come nel conto di Montecarlo suo e del marito, Giancarlo Abelli detto il Faraone, braccio destro di Formigoni. Erano soldi gentilmente forniti da Giuseppe Grosi, il re delle bonifiche, che festeggerà agli arresti domiciliari. Festeggerà a casa sua, a Desio, anche l'assessore regionale Massimo Ponzoni, in affari immobiliari con i coniugi Abelli. In galera invece la combriccola degli amici di Guido Bertolaso, funzionari della Protezione civile e imprenditori a cui sono stati affidati i lavori del G8. Gioivano in diretta per il terremoto in Abruzzo, una grande occasione per far soldi. Lo abbiamo capito dalle intercettazioni telefoniche, che infatti Berlusconi vuole cancellare. Intercettata, l'allegra banda di farabutti si definiva: "combriccola", "cricca di banditi", "gente che ruba tutto il rubabile", "persone da carcerare", protagonisti di un "sistema gelatinoso": se le cantano tra di loro, nelle intercettazioni telefoniche, i collaboratori di Bertolaso e gli amici a cui vengono affidati gli appalti, i Balducci, i Calvi, gli Anemone... Guido Bertolaso, personaggio della settimana, è il supercommissario della Protezione civile, l'uomo della Provvidenza, una specie di santo che Berlusconi esibiva quando c'era un problema da risolvere. Adesso abbiamo capito come li risolveva, i problemi. Poi ci sono le ragazze. Come in ogni fine regime, come in ogni crepuscolo dell'impero, ormai non c'è tangente in denaro che non venga accompagnata da una tangente in corpi di donna. Francesca, Monica, Regina... Le "feste megagalattiche" al Salaria sport village, con non una, non due, ma tre ragazze pronte a rilassare Bertolaso, "l'uomo del fare"; con il cugino dell'imprenditore Anemone che passa alla fine a bonificare la scena dopo l'incontro con Monica, portando via la bottiglia di champagne e i preservativi. Berlusconi difende il suo santo portatile, il Bertoliso compagno di affari e di festini. Dice che Francesca è una massaggiatrice seria, niente sesso, è di mezza età: infatti è coetanea di Patrizia D'Addario. Ma qui viene il bello: chi se ne frega se c'era sesso o no, fosse pure la fisioterapista, il dentista, l'urologo o qualunque altra cosa, qualcuno ci spiega perché a pagare dev'essere l'imprenditore a cui ha affidato gli appalti? Qualunque cosa sia, è una mazzetta, una mazzetta in natura. E poi - e questa è la vera domanda - qualcuno ci spiega che cosa c'entrano con la Protezione civile e con le emergenze eventi programmati da anni, come il G8 o i Mondiali di nuoto? Perché i lavori devono essere affidati in segreto, senza gara, senza regole, senza controlli? (14 febbraio 2010)
martedì 9 febbraio 2010
Solidarietà a Don Carlo D'Antoni!
(ANSA) - SIRACUSA, 9 FEB - Solidarietà al sacerdote siracusano, parroco di una chiesa finito stamane agli arresti domiciliari nell'ambito di un'indagine della polizia su un«giro» di permessi di soggiorno irregolari per gli immigrati è stata espressa da 12 associazioni.
«Pur nel rispetto dell'operato della magistratura» hanno manifestato «forte sconcerto e incredulità per la gravità delle accuse formulate» esprimendo «sincera e massima solidarietà a padre Carlo fiduciosi che l'esito dell'inchiesta in corso possa chiarire la sua posizione ed il suo operato». Lo sostengono: Agire Solidale, Amnesty International, Arci, CentroSociale Culturale Pio La Torre, Comitato 100 donne, Emergency,Arcisolidarietà, Libera Siracusa, Arciragazzi, Jamii onlus,Stonewall Glbt, Legambiente.
«Da anni Padre Carlo D'Antoni e la sua comunità svolgono un ruolo fondamentale nell'accoglienza degli immigrati e degli emarginati con ammirevole impegno e disinteressata dedizione -conclude la nota -, rappresentando per tutto il mondo dell'associazionismo e del volontariato un sicuro e determinante punto di riferimento». (ANSA).
lunedì 8 febbraio 2010
Solidiarietà a Giulio Cavalli
mercoledì 3 febbraio 2010
Il commento di Aldo Giannuli
A che servono i body scanner?
Nella lotta al terrorismo le difese fisse hanno al massimo una efficacia momentanea ma, rapidamente si dimostrano di utilità scarsa e comunque inferiore al costo.Nel caso specifico dei Body scanner il costo non è solo quello monetario, ma anche quello in termini di rischio sanitario. Noi siamo già iper irradiati dai controlli in banca, alla posta, nelle sedi dei ministeri ecc, in più nelle nostre città, a causa della presenza massiccia di questi macchinari, c’è inevitabilmente una certa dose di radiazioni che ci investe (per quanto i vani di passaggio possano essere schermati e protetti, è inevitabile che qualche fuga ci sia sempre per una guarnizione difettosa o per un uso malaccorto dei dispositivi). Ora aggiungiamo una nuova fonte, peraltro più massiccia delle precedenti e direttamente rivolta alle persone, Di fatto si tratta di vere e proprie radiografie da fare due volte -all’andata ed al ritorno magari di un viaggio di pochi giorni-. Già questo dovrebbe indurre ad un calcolo da fare: considerata l’attuale incidenza di malattie tumorali e l’indice di rischio connesso all’esposizione di X persone ad un tempo Y di irradiazione, quale è il numero di persone che probabilmente svilupperanno una neoplasia a seguito di tale esposizione? Pur considerando una percentuale bassissima (diciamo 1 per ogni 50.000 passeggeri, pari allo 0,005%) ne deriva che si tratterebbe di qualche migliaio di persone: molte di più di quelle che cadrebbero in un attentato aereo. E dovremmo anche confrontare la diversa probabilità di un attentato aereo con quelle di tumori da esposizione ripetuta a radiazioni.
Ma c’è di più.E’ facile comprendere che a rischiare di più sarebbero gli addetti ai controlli (per quante precauzioni possano prendere) ed i viaggiatori frequenti, cioè le persone che più spesso debbono prendere l’aereo per motivi professionali: giornalisti, manager e industriali di medio calibro, parlamentari, una parte dei professionisti e docenti universtari, ecc. In una parola, la fascia B della classe dirigente di un paese (la fascia A viaggia con aerei propri o di Stato e non passa per quei controlli). Non aveva torto Roberto Volpi a scrivere sul “Foglio “ del 7 gennaio 2010 che, questa dei body scanner sembra una idea suggerita dai terroristi, che, così, otterrebbero indirettamente e senza alcuno sforzo di concentrare gli effetti letali della loro presenza sul quadro dirigente delle società occidentali.Insomma, difficile immaginare una idea più cretina di questa.Cretina, ma redditizia, come ci segnala una intervista a Michel Girardin (Plus24-Il Sole 24 ore 16 gennaio 2010 p. 17) che dichiara che il suo gruppo compirà investimenti speculativi (dunque legati alla contingenza) sulle “società che producono scanner corporali come la società Ictx e Rapidscan in America, nonchè Amitths Group nel Regno Unito”.E, infatti, le azioni dello Smiths Group, che a inizio estate erano al minimo storico di 6,50 sterline, si è attualmente assestata sulle 9,80 sterline per azione. Che non è poi male…
venerdì 29 gennaio 2010
CAMBIO DI ORARIO PER DOMENICA 31 GENNAIO!
martedì 19 gennaio 2010
SUONI DELLA MEMORIA

In occasione della giornata internazionale “in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo (nazismo) e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di tutti coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati” (27 gennaio 1945) e nel giorno dell'anniversario dell'omicidio davanti ai cancelli dell'Università Bocconi di Roberto Franceschi, Lib@lab propone alla città un percorso di suoni e visioni, all'ascolto di una memoria collettiva.Giunto alla quarta edizione, “SUONI DELLA MEMORIA” anche quest'anno riscopre e intreccia alcune delle storie troppo spesso “mutilate” dalla stampa giornalistica e che “non passano” alla Storia.
Nel giorno in cui una nuova destra egemone si prodiga nel pacificare e “parificare” la memoria della resistenza antifascista con quella di repubblichini e “caduti” sul campo, come ad Acca Larentia, squarciare la coltre di omertà e fare luce sulle verità nascoste, lascia ancora in bocca la sete amara dell'ingiustizia. Per questo, tra il grido e il silenzio, chi non dimentica sceglie la parola: il canto della Shoah si mescola con quello dei desaparecidos, il fischio partigiano con il lamento di tutte le vittime innocenti della strategia della tensione, dei proiettili vaganti, delle leggi liberticide e delle aggressioni squadriste. C’è un filo rosso che unisce le tante morti in tempo di pace.Queste morti invisibili. Lo segue l'itinerario ideale che parte dalla “madre” di tutte le stragi, la bomba di piazza Fontana, di cui è appena ricorso il quarantesimo anniversario, e si volge alla scoperta della storia reale del paese, sfociando naturalmente negli appuntamenti del 25 aprile e del Primo Maggio. Una storia frantumata, che ospita le voci spezzate di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi, di Giuseppe Pinelli e di Giorgiana Masi, di Francesco Lo Russo, Peppino Impastato, Fausto Tinelli e Jaio Iannucci, Valerio Verbano, Luca Rossi, Carlo Giuliani...Le tracce lasciate sul selciato dalla vecchia resistenza si intrecciano con quelle della "nuova", mescolando le impronte di chi manifestò in Piazza della Loggia con quelle di ignari viaggianti in aereo, o sopra un treno, appisolati per sbaglio in una sala di aspetto o su una panchina, davanti ai giardini pubblici di questa Italia repubblicana. Walter, Pedro, Franco, Auro, Dax, Federico, Nicola, Abba... nomi che suonano familiari al nostro orecchio, mentre ci sussurrano di un attentato alla vita democratica del paese, di un disegno criminoso che arriva dritto fino ai giorni nostri e di tante lotte sociali, di ieri e di oggi, soffocate nel silenzio.
LA MEMORIA E' ANTIFASCISTA!
20.00 Anteprima: "Una questione privata" documentario di Bruno Chiaravalloti. Prodotto con il sostegno dell'Istituto sondriese per la storia della resistenza e dell'età contemporanea e ANPI - sezione Calvairate "martiri Campo Giuriati" - di Milano.
20.30 Cena antifascista
21.30 Presentazione "Il fiore meraviglioso. Percorsi resistenti” libro che raccoglie racconti orali e testimonianze degli ultimi partigiani della “sponda magra” del lago Maggiore, con prefazione di Cesare Bermani, edito dal Circolo Anpi Ispra-Angera in collaborazione con Altre Latitudini, La Torre degli Arabeschi e Suoni Sonori. Al libro, è allegato un cd di canti della resistenza partigiana realizzato dai Friser.
22.30 Concerto Friser Resistenza e lotta partigiana diventano musica.
23.30 “OBLOMOV, ovvero un memento fa” di Andrea Labanca,performance musicale in cui Andrea Labanca, accompagnato da Paolo Ciarchi e Guido Baldoni, riflette sul mondo degli ultimi anni: gente che muore per non aver offerto una sigaretta e campagne antifumo, genocidi accaduti “per caso”, “bombe intelligenti” e altro ancora.Ritroviamo Oblomov, il protagonista dell'omonimo capolavoro di Gončarov, nelle tracce che compongono l'album "I Pesci ci osservano" di Andrea Labanca, uscito recentemente per l'etichetta Preludio.
Dalle ore 15.00 proiezione no stop dei filmati:
“Italiani Brava gente? Viaggio nel cuore di tenebre degli italiani” intervista ad Angelo del Boca, storico del colonialismo italiano” a cura degli studenti dell'Itsos Albe Steiner, 2009
“Lotta partigiana” regia di Paolo Gobetti e Giuseppe Risso. Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, 1999 “Lo stato di eccezione. Processo per Monte Sole 62 anni dopo”regia di Germano Maccioni, 2007
“12 dicembre” regia di Giovanni Bonfanti e Pier Paolo Pasolini – collettivo di Lotta Continua, 1972
“I cento passi” regia di Marco Tullio Giordana, 2000
“Come un uomo sulla terra” regia di Andrea Segre, Riccardo Biadene e Ymer Dagmawi – Prefazione di Ascanio Celestini, 2009
20.00 Cena antifascista
21.30 “Mai Morti” Spettacolo teatrale con testo e regia di Renato Sarti, con Renato Sarti
“Per noi della X, la morte ha il sapore di un fiore” dice il gerarca della X Flottiglia Mas nel monologo drammatico che porta in scena gli orrori del dna fascista, intriso di violenza, tortura e sevizie. Portati alla luce i delitti degli anni della Repubblica di Salò, lo spettacolo non si limita alla narrazione del passato, intessendo una lucida panoramica del reducismo golpista che ha ispirato una parte della classe dirigente e dei servizi segreti in Italia.A dieci anni dal suo debutto Mai morti si rivela - fra ronde, azioni omofobiche, razzismo, revisionismi di vario tipo, caccia al rom e allo straniero – più attuale oggi. Un testo per rammentarci che la parola antifascismo, in un paese come il nostro, ha ancora una profonda ragione di esistere.
23.30 99 Posse e Madddog in concerto
Lo spazio
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venerdì 15 gennaio 2010
Il commento di Aldo Giannuli
Qualche considerazione sul fallimento della conferenza sul clima.
L’esito deludente (per chi si era illuso) della conferenza di Copenaghen sul surriscaldamento del clima offre lo spunto per riflessioni di diversa natura.In primo luogo, appare evidente l’impotenza della politica a governare le emergenze del nostro tempo e questo è in primo luogo il prodotto del prevalere della logica di mercato su quella politica. Ci sono decisioni che non possono essere assunte sulla base di considerazioni economiche, anzi, che comportano costi economici e da imporre con la forza al mercato. Tanto più dove la logica economica abbia eliminato ogni considerazione di ordine macro economico e si affidi alla razionalità dell’agire economico del singolo operatore (come insegna l’ideologia neo liberista di von Mises e von Hayek).Per il singolo imprenditore l’unico scopo è quello di massimizzare il suo profitto individuale. Pertanto, sarebbe molto meglio non avere nessun gravame fiscale. E, se pagare tasse in cambio di servizi può essere accettato (salvo scaricare il più possibile i costi sugli altri ed appropriarsi dei quanti più benefici possibile) è assai meno accettabile l’idea che il denaro pubblico venga speso per fini sociali (come la sanità, la cultura, i trasporti non remunerativi ecc.) o per ragioni esclusivamente politiche (aiuti a paesi i via di sviluppo, partecipazione a missioni internazionali, promozione internazionale della cultura nazionale, ecc.).
Eppure, scelte del genere devono essere fatte e non possono dipendere dal calcolo dei benefici economici, per di più nel breve periodo. Il clima è uno di questi casi: prendere misure atte a contenere (se non fermare o invertire) la tendenza al surriscaldamento globale impone costi immediati anche non lievi allo scopo di evitare costi assai peggiori ma in un futuro imprecisabile. Si badi: tutto lascia intendere che il “punto di non ritorno” non sia lontanissimo nel tempo, forse qualche anno, forse un decennio o poco più, ma non sappiamo affatto come si manifesteranno gli effetti finali del processo e in che arco di tempo. E’ ragionevole ipotizzare che i costi saranno molto più pesanti di quelli che non dovremmo affrontare ora, ma chissà quando e come si manifesteranno: il mercato è miope e poco sensibile ai problemi di chi verrà.
La globalizzazione, intesa in primo luogo come selvaggia libertà di mercato, ha agito come un gigantesco moltiplicatore di queste tendenze e costituisce oggi il principale ostacolo a qualsiasi decisione: la politica è legata alla dimensione dello Stato nazionale (piaccia o no) ma la volatilità internazionale dei capitali supera facilmente le barriere nazionali, per cui ogni decisione deve fare i conti con il rischio di vedersi volatilizzare i capitali interni.E, dunque, è da qui che dobbiamo partire.
martedì 12 gennaio 2010
sabato 2 gennaio 2010
Il commento di Saverio Ferrari
«Io continuo a chiedermi e non sono l'unico, perché per indagini vecchie e nuove, dall'omicidio Calabresi alle Brigate rosse, ad Abu Omar, per non parlare di mafia e corruzione, si siano spese a Milano le forze e l'impegno migliori, si sia lavorato con intelligenza, e perché piazza Fontana sia invece rimasta nell'armadio delle scope». Queste le considerazioni piuttosto amare, raccolte da Luciano Lanza in una lunga intervista al giudice Guido Salvini, ora in «Bombe e segreti» (elèuthera, pag. 180, euro 14), uno dei migliori libri dedicati alle vicende del 12 dicembre 1969, uscito nel 1997, ristampato con questo nuovo importante contributo in occasione del quarantennale della strage.L'interrogativo posto dal giudice Salvini, che condusse dal 1989 al 1997 l'inchiesta sui gruppi di Ordine nuovo e Avanguardia nazionale, poi sfociata nelle nuove indagini su piazza Fontana, è più che lecito. Da più di un anno, infatti, si stanno accumulando nuovi e importanti riscontri su figure e personaggi un tempo di primo piano nell'eversione di destra del Veneto, senza che ciò scuota minimamente la Procura della Repubblica di Milano.Nel settembre 2008 Gianni Casalini, uno dei frequentatori, negli anni Sessanta e Settanta, della libreria Ezzelino di Franco Freda a Padova, poi reclutato come informatore dal Sid, nome in codice «Turco», chiede, tramite lettera, di poter conferire con il giudice Salvini. Ha molte cose da raccontare. In precedenza, bloccato dalla paura di ritorsioni da parte degli ex camerati, si era lasciato andare solo a qualche timida ammissione. In particolare nel maggio 2000, in aula a Milano, durante il primo grado dell'ultimo processo sulla strage di piazza Fontana, in un difficile quanto tormentato interrogatorio, aveva fatto cenno alla sua partecipazione agli attentati sui treni nell'agosto 1969, una decina di bombe, di cui otto scoppiate, dodici i feriti. Una deposizione letteralmente caduta nel vuoto, senza che nessuno neanche si ponesse il problema di risentirlo successivamente.Prima al giudice Salvini, poi, un paio di mesi dopo, di fronte a un sostituto procuratore, Gianni Casalini racconta con dovizia di dettagli del suo operato alla stazione Centrale di Milano nella notte dell'8 agosto 1969. Di come collocò due bombe su altrettanti treni in partenza, il numero del binario di uno dei due, la carta da regalo con cui erano stati avvolti gli ordigni per mascherarli. Riferisce anche l'identità di chi era stato a reclutarlo alla libreria Ezzelino. Fa il nome di uno dei principali collaboratori di Franco Freda, Ivano Toniolo, già comparso nelle telefonate registrate dall'ufficio politico della Questura di Padova in preparazione di una famosa riunione, tenutasi effettivamente il 18 aprile del 1969, in cui Ordine nuovo decise di dare impulso operativo alla campagna di attentati. Nell'occasione, Toniolo, per l'incontro, aveva anche messo a disposizione la casa della madre, esponente di una delle correnti più radicali dell'Msi. Amico di Delfo Zorzi, dopo l'inizio delle prime indagini sulla «pista nera», Ivano Toniolo, annusando il pericolo, era fuggito all'estero, prima in Spagna, poi in Mozambico.Non è inutile ricordare che Franco Freda e Giovanni Ventura furono entrambi condannati con sentenza definitiva a 15 anni per quegli attentati sui treni e per le bombe del 25 aprile 1969 alla Fiera campionaria e alla stazione Centrale di Milano. Nell'ultimo processo milanese si è accertato in modo definitivo che quegli stessi attentati facessero parte del piano che doveva portare alla strage del 12 dicembre. Nella sua deposizione, Gianni Casalini, ha, peraltro, aggiunto nuovi e non trascurabili elementi proprio su quei fatti del 25 aprile e fornito ulteriori riscontri sul ruolo giocato dall'agente «Zeta» del Sid Guido Giannettini. Un lungo racconto, ribadito per filo e per segno nel luglio scorso durante un'udienza nel dibattimento per la strage di piazza della Loggia. Non spetta a noi trarre conclusioni, certo è che in quelle deposizioni si fa il nome di una figura operativa del gruppo Freda, che reclutava per quelle azioni terroristiche che precedettero la strage alla Banca nazionale dell'agricoltura e che soprattutto aveva partecipato alla riunione decisiva del 18 aprile.Non è tutto. Ci sarebbero anche altri testimoni, emersi sempre nell'ambito del processo di Brescia, a loro volta decisi a parlare, e disponibili a ulteriori approfondimenti, che per ragioni di opportunità non è possibile al momento rendere pubblici. Possiamo solo dire che farebbero ulteriore luce sull'ubicazione dei depositi di armi in mano a Ordine nuovo nel Veneto e sulla loro gestione. Quegli stessi depositi da cui sarebbe stato prelevato l'esplosivo poi utilizzato per piazza Fontana. In particolare su quello di Paese, un piccolo comune nel trevigiano, frequentato da Giovanni Ventura e Delfo Zorzi, già rivelato in passato da Carlo Digilio, l'armiere del gruppo, ma mai ritrovato. Ora, grazie, a questi nuovi sviluppi, lo si sarebbe finalmente individuato, riuscendo anche a risalire al proprietario dei locali. Oltretutto, a Brescia, tra gennaio e febbraio del prossimo anno, è previsto l'interrogatorio del generale Maletti, l'ex responsabile dell'ufficio D del Sid, fuggito in Sud Africa, ma pronto a testimoniare. In una sua lunga intervista, che a giorni sarà resa pubblica, anticiperebbe a sua volta l'intenzione di rilasciare alcune importanti rivelazioni su piazza Fontana, mai precedentemente esternate. Ma ai vertici della Procura di Milano e ad Armando Spataro che la dirige, tutto ciò non sembrerebbe interessare. L'interrogatorio di Casalini, in cui lo stesso ha ammesso la propria responsabilità in ordine a due tentate stragi, è stato subito archiviato e non trasmesso ad alcun gip, a chi cioè poteva avviare una qualche indagine. Non ci si è neanche degnati di rispondere all'avvocato Federico Sinicato, che in rappresentanza dei familiari delle vittime ha avanzato un'istanza per la riapertura di un nuovo filone d'inchiesta. Perché? Ogni tanto sentiamo pronunciare su quegli anni la fatidica frase: «Chi sa parli!». Qualcuno lo sta facendo, ma ai vertici della Procura di Milano sembrerebbero tutti sordi. Si teme ancora una volta qualche scomoda verità, o, più semplicemente, non interessa più?