venerdì 24 ottobre 2008

VITA D'ADRIANO


VITA D'ADRIANO
memorie di un cecchettaro nella neve

Orario: Mart- Ven 20.45 ,dom 16.00
Prezzo: 15-12-10-8 €
dal 24 ottobre al 2 novembre 2008

TERRA DI TEATRI FESTIVAL - Provincia di Macerata
in collaborazione con LES ENFANTS DU PARADIS, FESTIVAL TERRA DI TEATRI,ESTEUROPAOVEST FESTIVAL
e CGIL CISL UIL


VITA D’ADRIANO
memorie di un cecchettaro nella nevedi Francesco Niccolini, Giorgio Felicetti, Andrea Chesi

regia Giorgio Felicetti
con Giorgio Felicetti

Inserito nell’ambito della 'Festa del Teatro'

E' la storia di una fabbrica.Dove in novanta anni hanno lavorato 50.000 persone.E' la storia di un operaio.E' la storia di due compagni che, insieme, attraversano la storiadi mezzo '900.E aspettano.E' la storia di una attesa. Di un treno. Un treno senza orario.La Officine Meccaniche Cecchetti di Civitanova Marche è statauna delle più importanti fabbriche italiane per la costruzione e lariparazione di carri e carrozze ferroviarie.Raccontare della Cecchetti vuol dire parlare del lavoro difabbrica di tutto il '900 italiano: le condizioni di lavoro, la presa dicoscienza di appartenere ad una “classe”, quella dei“cecchettari”,i pericoli e gli incidenti sul lavoro, gli scioperi, i licenziamenti, la chiusura, avvenuta nel 1994, per mancanzadi commesse a causa di una presenza terribile all'interno della Fabbrica, l'amianto. L'amianto veniva abbondantemente usato all'interno della Cecchetti per coibentare le carrozze ferroviarie.

Ed è proprio sull'amianto, dopo aver fatto un lungo periodo di ricerca ed intervistato molti ex operai, cheabbiamo focalizzato la nostra attenzione per scrivere questo nuovo monologo.Gli operai della Cecchetti hanno perso il posto di lavoro, hanno visto radere al suolo la fabbrica e la loromemoria per far posto al nuovo che avanza - un centro commerciale – e si ritrovano oggi con un bel regalonei polmoni: amianto. Che non smette mai di lavorare, e come una bomba ad orologeria, continuaimperterrito il suo ticchettìo.Protagonista del racconto è un operaio di nome Adriano, che, ironia della sorte, si chiama come il suopadrone, Adriano Cecchetti, figura mitizzata di buona razza padrona.E sono proprio i ricordi dell'operaio Adriano a scandire i ritmi e i tempi del racconto.Ricordi, privi di toni nostalgici, che a momenti si tingono di comicità, in altri si asciugano fino a toccare unadrammaticità assoluta. I treni, le rotaie, la fonderia, le chiacchiere negli spogliatoi,le cazzate dette per sfottersi e scacciare la fatica che ammazza, ed un sogno, il sogno più grande di tutti,quello del suo compagno boxeur: partecipare alle olimpiadi di Roma nel '60.E in questo doppio binario l' Adriano operaio ci racconta la sua storia, da una mattina di guerra del 1940,quando lui tredicenne entra a lavorare in fabbrica, ad una mattina di oggi, quando si alza presto per andare dal medico.

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